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Non pagare un prodotto, vuol dire diventare il prodotto

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Naturalmente con questo titolo so di sfondare una porta aperta, ma mentre alcuni pensano che in italia sia tutta una novità questa del marketing messo in braccio alle persone comuni, io dico che bisogna far ben distinzione tra queste, perché non tutte sono proprio comuni e il poter diventare il prodotto è di fatto uno studio a tavolino dei brand che favorisce, naturalmente, il loro tornaconto reclutando persone socialmente molto in vista. Ma a queste ultime conviene? Dipende!

All’estero ci sono persone che con le loro recensioni e i loro articoli pubblicati in ordine sparso tra i loro social e i propri spazi personali, hanno fatto fortuna sufficiente da diventare siti di settore o comunque riferimenti importanti per utenti comuni e brand di rilievo. In italia questa forma di Web Marketing si è diffusa proporzionalmente all’uso del web stesso da parte degli internauti italiani, ma questa non è una novità. Già da tempo blogger e/o influencer annunciano i loro “bisogni” in rete e questi da lì a poco vengono soddisfatti perché il brand sicuro del suo prodotto ha buon interesse a metterlo in mostra tramite persone che hanno un rapporto più vicino agli utenti comuni. Esempi simili di Real Time Marketing ce ne sono a decine.

Tanto per citare un caso. Recentemente avevo appunto letto di una blogger che parlava esclusivamente di cose di casa che, dopo aver affermato in alcuni suoi video di aver difficoltà in cucina (ma senza chiedere nulla a nessuno), è stata contattata da Moulinex con la proposta di prendere gratis un robot (simile al bimby) per dimostrare che cucinare col loro prodotto diventa alla portata di tutti. Caso italiano, come moltissimi altri. Non il primo, non l’ultimo.

Ma questa persona, è un utente molto comune, che si è trovata ad accrescere la sua notorietà anche grazie a questo tipo di rapporto. Quindi non entrando in concorrenza con la sua attività principale ci ha solo guadagnato.

Ma che succede se un Web Marketer cerca di diventare il prodotto?

Nelle ultime settimane ha fatto discutere, in maniera molto accesa, il genio di Smart Italia che ha abbracciato la causa #UnaMacchinaPerRudy. Smart, e quindi Mercedes, ha ben accolto l’intuizione del Gruppo Roncaglia, l’agenzia digital di Smart Italia. E vorrei ben vedere, aggiungerei.

Secondo i dati raccolti da Francesco Russo, l’operazione ha guadagnato un Reach potenziale di quasi 50 milioni di utenti. Rudy ha avuto il merito di essere se stesso, con il suo fare scanzonato sui social che lo ha portato a diventare un prodotto già per l’agenzia in cui lavora, NetPropaganda. Per poi trovarsi al centro di un’operazione di marketing ben studiata da un gruppo automobilistico che ha fatto bene i conti direttamente sulla sua persona.

unamacchinaperrudy

 

Una Smart per Rudy è stata un’idea davvero geniale del Gruppo Roncaglia, perché se si vuole considerare un noleggio a lungo termine dell’anno in cui Rudy usufruirà della Smart, questo non costerebbe più di 5000€ al gruppo Smart Italia.

Ma un’operazione con un reach iniziale stimato sui 50 milioni di utenti, e un anno intero di condivisioni di un influencer sui Social Media come Rudy Bandiera per un brand come Smart, NetPropaganda l’avrebbe fatto pagare davvero così poco?

Ad ogni modo, tornando al discorso iniziale di un web che non ha bisogno ne intenzione di essere meritocratico ma è più che calcolatore, vi consiglio anche la lettura di Futura Pagano che fa un resoconto quantomeno coerente dell’accaduto. E che io personalmente, condivido molto giacché Lei considera una situazione attuale, relativamente alle azioni di web marketing, più aderente alla realtà.

Concludendo, se consideriamo che la capacità di esporti tanto e, difatti, diventare il prodotto non è una cosa per tutti, immagino che anche tu ti sia fatto/a un’opinione su questo caso, e sarei felice di leggerla nei commenti per allargare il discorso.

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