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A volte, migliorare un progetto può voler dire venderlo!

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Forse ti stai chiedendo di che diamine parlo. Ebbene si, questo post si struttura su come migliorare un progetto prendendo in considerazione l’idea di venderlo, ma ne approfitto anche per avvertire tutte quelle persone che mi hanno conosciuto proprio tramite GeekTrends.it che già da un bel po’ non è più un mio progetto. Banalmente e alla vecchia maniera, con una buona offerta mi sono convinto a venderlo, ma per migliorarlo, davvero.

Non ci credi?  Ti spiego brevemente il perché partendo dai lati negativi che mi hanno portato a questa scelta.

  • Mancanza di un team che incentivava un naturale processo evolutivo: perché farlo da solo è stato interessante perché mi ha permesso di avere i miei tempi e strutturare tutto come volevo, senza interruzioni ne vincoli. Avevo solo la mia voglia di sperimentare e una piazza ben frequentata sul web. Che potevo volere di più?
    Ma col senno di poi, quando inizi a pensare di sapere come si costruisce un  blog ben strutturato, e ti trovi da solo, è tremendamente palloso. L’esperienza va alimentata da idee fresche e piccolo o grande che sia un progetto, ci vogliono persone propositive e fin’anche contrasti tra di esse per farlo crescere.
  • La crescente sensazione che non avevo poco tempo ma ne sprecavo troppo: passavo più tempo a pensare a quale commento intelligente potevo scrivere su una serie di news faticosamente selezionate che a fare qualsiasi altra attività formativa che ho nel tempo trascurato. Questo mi è pesato molto. Al punto che ho iniziato a sabotarmi scrivendo meno e fregandomene. Perché quando è un hobby ti senti in diritto di rimandare se ne hai bisogno.
  • Ricollegandosi al primo punto, essere soli a inseguire costantemente la notizia è stato altamente sfavorevole: perché ci provi e vuoi fortemente stare sempre sul pezzo ma è impossibile. La priorità è sul lavoro (quello vero) ma per indole punto in alto, guardando chi aveva molte più risorse di me. Finivo per sentirmi piccolo e alla lunga è una sensazione insopportabile. Ne, ammetto, c’era tempo e volontà per ampliare una realtà che continuavo a definire un hobby. Praticamente non ne uscivo.

Se vuoi migliorare un progetto smetti di chiamarlo hobby.

E’ un consiglio che mi sento di dare, anche se in verità a me non è mai riuscito. Ma per il semplice fatto che ho idealizzato molto gli spazi online che mi sembravano molto migliori di GeekTrends. Dicevo sempre che il mio era solo un hobby pensando a chi riusciva a farlo in maniera più curata e professionale. Alcuni mi hanno detto che era eccessiva modestia, ma penso che fosse solo una visione realistica e rispettosa del lavoro altrui. Il mio era oggettivamente un hobby.

Quando lavori è differente, in qualche modo ti senti mosso da un dovere morale di portare avanti il tuo lavoro a costo di non dormire. Quando porti avanti un hobby la voglia di procrastinare è dietro l’angolo, e quando hai sonno ci caschi, spegni tutto e ciao. Mi è capitato tante di quelle volte da attivare in me il senso di consapevolezza che forse dovevo rivedere obbiettivi e priorità. Perché un hobby senza un guadagno costante e stabile, può tradursi molto spesso in uno spreco di tempo. E se, come nel mio caso, si seguivano anche più progetti personali si passa da un probabile spreco di tempo, a uno spreco di tempo frazionato, e ancor peggio, assicurato.

E la mia non è eccessiva negatività. Negli ultimi tempi, mi son ritrovato a gestire una serie di cose gratuitamente:

  • Un aggregatore di notizie di nicchia che creai nel 2007: Venduto il mese scorso.
  • Geektrends.it dal 2011 era il mio blog personale: Venduto qualche mese fa.
  • Una rubrica su un blog inglese hi-tech: Troppo impegnativo, ci torno più in là.
  • Un progetto locale legato all’isola di Procida: In fase di cessione

In più non è così raro che mi venga richiesto di scrivere guest post sui temi in cui sono più preparato, e mi rende sempre soddisfatto scriverne, e non solo perché fa bene al branding. Ma al di la di questo faccio sempre intendere che non può assolutamente diventare una cosa sistematica se non retribuita. Magari sembra venale come discorso, ma oltre al guadagnar tempo per me è anche per rispetto a chi come copywriter ci vive, e non lo fa certo per hobby.

Com’è cambiato GeekTrends.it negli anni e in cosa si è evoluto?

Il cambiamento è avvenuto nel design, come in tutti i progetti in cui c’è impegno, ma non solo…

GeekTrends Evolution

GeekTrends nacque nel 2011 come blog in cui scrivevo di Social Media, poi si è aggiunto il settore tech, e col tempo il settore Media. Con Gaming e Film ha saputo imporsi regalandomi un sacco di traffico e discussioni interessanti. Ma questa diversificazione ha avuto un peso notevole su me che ero il solo autore di tutte le rubriche attive. Ho avuto modo di avere qualche collaborazione sporadica con qualche giovane autore che ancora ringrazio, ma nulla che potesse davvero alleggerire il carico dei temi da seguire. L’alternativa sarebbe stata ridurre il flusso drasticamente dopo aver abituato un’utenza esigente o prendersi una pausa per riflettere sul da farsi, e ho optato per la seconda quasi col pensiero fisso che forse dovevo togliere tutto di mezzo senza pensarci più.

Ma immagino che ti chiedi ancora come si può migliorare un progetto vendendolo, giusto?

A questo punto che fare? Gettare via tutto? Nemmeno per sogno. Ho ristabilito l’equilibrio cancellando tutto, ricaricando i migliori post, facendo i redirect più importanti della quasi totalità della struttura dei link di valore, e con un nuovo template e armato di perseveranza ho trovato un ragazzo del Nord Italia che ha apprezzato molto il progetto e mi ha fatto un’offerta vantaggiosa per entrambi. Così ho capito che affetto a parte, potevo finalmente lasciare la mano di GeekTrends.it.

Gli è bastata la promessa di seguirlo nella fase iniziale, in cui peraltro se l’è cavata benissimo, e lasciargli le chiavi. Oggi è attivissimo con i suoi post sulla tecnologia, ha un team, ed è felice di quello che sta facendo con il suo nuovo blog, già discretamente posizionato sui motori e attivo da anni con un nome ben riconosciuto e stimato da agenzie di stampa.

Pensate davvero che io abbia fatto una sciocchezza?

Io non credo. Al contrario, ho permesso a GeekTrends di continuare a vivere, nelle mani di qualcuno, oggi, sicuramente più motivato di me, e che magari in futuro riuscirà a fare anche meglio.

Per me anche questo è migliorare un progetto, ed è farlo in maniera consapevole, perché se non si ha la voglia ne l’interesse di recuperare una cosa che non ci appassiona più come un tempo, tanto vale sprecarsi almeno per farla continuare a vivere con l’interesse di qualcun’altro.

Fin’ora non ero nemmeno convinto se raccontare o meno questa storia, anche perché tutti i fan e la community costruita nel tempo ora sono suoi, quindi a parte i miei contatti personali non avevo nessuno da avvertire. Poi però ieri mi sono trovato GeekTrends.it nella lista dei siti web analizzati da Ideativi per la Web Reevolution, a cura del buon Maurizio Cevarolo. E in qualche modo sono costretto a fare questo appunto, perché giustamente, fin’oggi, GeekTrends per il web era Giuseppe D’Elia. Lo studio di Maurizio tenderà a dire cose belle e brutte su tutti noi, e sicuramente per una questione di tempi rientro comunque io come autore in quello studio, ma tolto questo, meglio che tutti sappiano che con GeekTrends non ci si riferisce più a me, ma ad un altro ragazzo in gamba! :)

Io resto su Strategeek ®, che ho premuto tanto perché fosse il mio brand, e ora voglio portarlo ad essere qualcosa di diverso e più interessante, che non significherà farlo diventare GeekTrends 2 ma qualcosa di più leggero e di valore. Mai più dietro al pezzo quindi, almeno che non c’è qualche considerazione assolutamente doverosa da fare.

Magari se ti interessa potrei raccontarti come ho fatto, e secondo la mia esperienza (molto fortunata devo ammettere) posso spiegarti come vendere un sito web o un blog ricavandoci il giusto. Resta nei paraggi se ti interessa, e per ora, buon lavoro! ;)

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