Google Glass Prescriptions

App per Smartphone che riconoscono al posto dei nostri occhi

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In campo tecnologico c’è da dire che questo 2014 ha portato non poche sorprese. Molte delle quali nel settore delle applicazioni che rendono gli smartphone e il loro ecosistema sempre più indispensabili prolungamenti della nostra mente. Se sbirciamo tra quelle che sono poi le App più rivoluzionarie e ricercate scopriamo che quelle votate al “riconoscimento” hanno spopolato subendo non poche evoluzioni negli ultimi tre anni.

Aveva iniziato già Google con la sua Goggles, che consentiva di riconoscere i vari oggetti attraverso una foto. Stesso meccanismo, ma ottimizzato, quello di Nabhi che diviene un pratico strumento per chi ama i viaggi culturali. L’App infatti permette di riconoscere monumenti e opere d’arte, in una sorta di common sharing, simile a Wikipedia, in cui gli utenti stessi tracciano e forniscono informazioni sul patrimonio artistico delle proprie città.

Se ami poi solo il colore, allora forse troverai utile Leafsnaps che sempre attraverso una foto consente di riconoscere piante e fiori grazie ad un vastissimo database. Un’App che di certo consentirà a molti di possedere il famigerato “pollice verde”.

E per gli smemorati che hanno sempre il titolo del film o della canzone sulla punta della lingua, sono intervenute rispettivamente Gracenote e Shazam, in grado di risalire alla preziosa informazione semplicemente attraverso la registrazione di un breve campione di audio. Shazam in particolare ha pensato di espandere il suo campo a quello della moda rendendo possibile la scansione degli abiti messi in scena durante gli show televisivi. E’ chiaro che quello a cui punta Andrew Fisher, CEO di Shazam, è di creare una sorta di scorciatoia tra consumatore e prodotto senza passare per i motori di ricerca, in sostanza, senza passare per Google. Una mossa niente da male, che potrebbe dare i suoi frutti.

Ma allora perché la privacy ferma l’evoluzione dei Google Glass?

Nell’ultimo mese ho letto decine di articoli che parlano dei Google Glass come un prodotto in declino. Dicono che lo sviluppo è destinato a decrescere inesorabilmente visto il problema della privacy che preoccupa in primis gli sviluppatori di app che si troverebbero coinvolti in dispute a cui non vogliono, ragionevolmente, partecipare. Ma dopo tutto ciò che ho scritto sopra, pensate a quanta innovazione potrebbe portare un prodotto come Glass che affianca la realtà aumentata direttamente nei tuoi occhi.

Resto perplesso sul futuro e su quanta voglia c’è di innovare in questo settore. Perché anche se il ragionevole dubbio si una privacy compromessa sfiora chi arresta il processo voglio ricordare a tutti che ogni individuo connesso ha già compromesso la sua privacy, e il più delle volte, inconsapevolmente.

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