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5 cose che fanno paura a chi vuole diventare Freelance

Lavoro Commenti

Chi ha conosciuto la comodità del lavoro da dipendente sa che i ritmi possono variare di poco o di tanto, ma mantenendo un setting e una stabilità che in qualche modo rende tranquilli. Spesso, chi vuol diventare Freelance è attratto dalla possibilità di poter lavorare a casa. Ma riflettendoci se questo è l’unico motivo, forse è meglio convincere il proprio capo a farci fare delle sedute di telelavoro così da imparare anche qualche aspetto negativo del lavorare a casa, piuttosto che lasciare la sicurezza di un lavoro da dipendente.

Secondo il mio punto di vista, il Dipendente può avere gli stessi benefici (e sfide) lavorando da casa, ma c’è di più da considerare.

1. Potresti essere il peggior capo di sempre

A volte il capo è un inferno, ma non è detto che essendo capi di noi stessi la cosa sia migliore. E’ anche vero che quando si è imprenditori il capo sono in qualche modo i clienti. Ma la verità è che stando da soli i nostri punti deboli (come la procrastinazione e la scarsa capacità di gestire il tempo) possono prendere il sopravvento. Quindi vien da sé che l’assoluta e navigata certezza di essere produttivi da dipendenti non ci assicura che lo saremo altrettanto quando si lavora da soli.

Il telelavoro, sopratutto in Italia, viene visto come un privilegio. Se dei colleghi o amici ti chiamano per pranzare, probabilmente perderai 3 ore, e in quel caso da dipendente potresti sentirti in colpa perché il tuo capo, poco indulgente, non è ben propenso a pagarti quasi mezza giornata produttiva mentre tu sei a spasso.

Se tu sei il tuo capo però, il boss più indulgente in te probabilmente dirà: Vai pure a pranzo, si può lavorare più tardi! e in quel giorno, non vien fatto un bel niente, perché si possono accettare molte cose casuali e iniziare a procrastinare la propria attività lavorativa perché non si è sicuri da dove cominciare. E non dite no, perché è una grande verità.

Come si può fare al riguardo: Hai bisogno di una forte etica del lavoro, ma la cosa più importante è scolpire nella pietra degli orari di lavoro. Ad esempio 08.00 – 14.00. E si può sforare solo per emergenze (vere). Se provi grosse difficoltà in questo, si ha bisogno dell’aiuto di qualcuno, o di riconsiderare la possibilità di lavorare da soli.

2. Tu sei il Boss, il reparto prodotto, il reparto vendite, IT e Customer Support

Se vai da solo, è scontato che dovrai ricoprire più ruoli. Ma ci sono due punti importanti da considerare:

  • Sottostimare alcune capacità ed esser sicuri di essere in gamba per altre. Magari per dar supporto ad un cliente sono davvero in gamba, ma è un’attività che odio quando si tratta di ciò che ho prodotto. Allo stesso modo, sono spaventato dal non saper promuovere adeguatamente me stesso e quel che creo, ma il marketing mi affascina terribilmente. Il punto in realtà è che non devi aver paura se uno di questi è un punto debole, perché col senno di poi, se necessario, si possono sviluppare o esternalizzare.
  • Si avrà a che fare con i propri compiti regolarmente. Tutto quello di cui ho parlato, e molto altro, è qualcosa con cui hai a che fare ogni giorno. Vendere bene te stesso, migliorare il tuo prodotto, assistere i clienti, cercare nuovi clienti, avere una formazione costante, gestire le scartoffie burocratiche e in fine i mal di testa, sono attività che vanno svolte sempre, e se si trascura qualsiasi di queste parti per troppo tempo, è un problema.

Come si può fare al riguardo: Prima di tutto, per le cose in cui non si è capaci, io dico di esternalizzare inizialmente per concentrarsi sui punti di forza. Poi cercare di ritagliare il proprio tempo diligentemente per non rischiare di lavorare 24 ore al giorno. Col tempo anche le cose che non vengono bene inizialmente, pian piano acquisteranno metodo.

3. Potresti dimenticare cos’è il “Tempo Libero”

Quando sei dipendente c’è un momento in cui puoi permetterti di staccare la spina e tornare a casa. Ma quando sei padrone del tuo tempo, promotore di te stesso e unico responsabile del tuo reddito, non c’è mai un vero e proprio staccare la spina e tornare a casa. Condurre un’attività è sia un passatempo che una responsabilità sopratutto se ti aiuta a pagare le bollette. Farsi assorbire completamente è piuttosto semplice in realtà.

Come si può fare al riguardo: Per quanto lo si odia, uno schema rigido è quello che ci vuole, anche se son necessarie correzioni di volta in volta, ma tutto secondo uno schema. Perché aiuta ad avere la consapevolezza di quel che si sta facendo e se si è davvero produttivi. Bisogna capire se alcune attività le si fa realmente per lavoro o per divertimento (tipo perdere tempo su internet con i colleghi, quello sembra legato al lavoro, ma non lo è).

4. Temere il ciclo “Festa o Fame”

La cosa bella del lavoro dipendente è la prevedibilità. La busta paga è sempre la stessa. Le tasse vengono pagate come le vacanze. E tutti questi vantaggi hanno la loro impostazione che si ripete.

Quando sei un imprenditore, sopratutto nelle fasi iniziali, a partire dai guadagni tutto è totalmente imprevedibile. Magari ci sono anche momenti in cui c’è tanto lavoro che è difficile da gestire, poi altri in cui si batte la fiacca davvero. Allora si tende ad un atteggiamento istintivo come quello di un animale selvatico. Si mangia tutto quello che si può perché non si sa quando si troverà un altro pasto. E non è certo un bene. Meglio quando è sempre festa, anche se è più faticoso.

Come si può fare al riguardo: Anche in questo caso, pianificare il proprio tempo può aiutare. Penso che in fondo, se non si lavora per nessuno si può sempre lavorare per se stessi. Destinando il proprio tempo allo sviluppo o pianificando operazioni.

  • Mercato – Ricerca di potenziali clienti
  • Vendere – Interagire con clienti degni di interesse
  • Produrre – Creazione di qualunque cosa possa essere poi venduta
  • Supporto – Mantenere i progetti che hai già completato
  • Operazioni – Fatturazione, Manutenzione dei propri strumenti, e Gestione del carico d’impegni

Questi 5 punti possono essere un ottimo “ripiego” nel tempo in cui c’è meno lavoro. Se si riuscisse poi, supponendo le classiche 40 ore settimanali, a suddividere il proprio tempo in 50% di produzione, 20% alle vendite, il 10% al marketing e altri 10% alle operazioni, resterebbe anche un altro 10% da dedicare all’attività in cui si vuole investire di più.

Infine, sempre riguardo a questo punto, penso che bisogna imparare preventivamente a dire no al troppo lavoro. Perché far Festa va bene, ma la crescita fuori controllo porta al fallimento, oltre ad essere irrispettosa per se stessi e per i clienti.

5. Avere invidia dei colleghi stipendiati

Perché c’è un momento in cui, vorresti i vantaggi dell’una e dell’altra posizione. Perché pensi ai giorni di festa e di malattia pagati, alla pensione (anche se in italia puoi anche dimenticarla), e non di meno alla liquidazione. E tutti i dubbi sono assolutamente leciti.

Come si può fare al riguardo: Come dicevo, i dubbi sono leciti, ma si cade ne “l’erba del vicino è sempre più verde“. In realtà forse ci si dovrebbe ricordare dei vantaggi di essere Freelance, della maggiore quantità di opportunità/lavori/clienti, di una migliore flessibilità, e se sei in gamba una maggiore sicurezza del lavoro perché lavorando bene, è questo che si ottiene.

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