Social Media Trend

10 Social Media Trend da considerare nel 2014

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Siamo a luglio dicembre e sicuramente si possono tirare (meglio) le somme definitivamente su quali sono stati i Social Media Trend di quest’anno. E senza avere l’ambizione di avere la verità in tasca, faccio un elenco di 10 punti utili che, sia tu un privato o rappresenti un’azienda, devi considerare per utilizzare meglio i canali social.

1. La tua visibilità è direttamente proporzionale alla tua presenza sui social

Purtroppo ormai gli algoritmi utilizzati nei social network si assomigliano in maniera tale da premiare chi trascorre più tempo sulla loro piattaforma a visualizzare i loro contenuti pubblicitari. Certo, non bisogna generalizzare, ma questo te lo spiego nel punto 2. Quel che è certo è che non puoi utilizzare mezzucci per avere più di quel che dai. Nel caso si parla di una qualsiasi azienda, è quindi naturalmente consigliabile avere una figura professionale che ti occupa attivamente dei social, e non improvvisare il proprio tempo se non vuoi perderlo, sia per l’una che per l’altra attività.

2. Facebook è in declino e vale la pena valutare alternative

Non parlo di numeri, ne di tempo di permanenza o di utilità della piattaforma nell’utilizzo da privato. Ma in termini di business puoi scegliere di acquistare la tua visibilità o assistere alla progressiva diminuzione di essa. Che in soldoni vuol dire che c’è necessità di pianificare una strategia che includa più media per promuoversi in maniera efficace, poiché affidarsi solo a Facebook vuol dire prevedere una spesa ancor più che un guadagno.

3. Le professioni del web si unificano per colpa della crisi

E’ sempre più comune leggere annunci di lavoro che vorrebbero assumere un’unica figura che ricopra i ruoli di  social media manager, web marketing manager, digital strategist e via dicendo. Ed è una cosa molto comune nelle PMI. Ma se mi posso permettere, se non si riesce a diversificare le responsabilità in un’azienda per curare i social media, meglio affidarsi ad un’agenzia esterna che sa già come comportarsi.

4. Linkedin diventa finalmente interessante con una nuova strategia

Al contrario della vecchia raccolta di CV online, Linkedin ha finalmente reso la piattaforma più dinamica, e permette di lavorare al proprio personal branding e alla reputazione online e della propria attività in maniera efficace e completa. Molti stanno sottovalutando la nuova introduzione dei blog personali legati agli account, ma io dico che offrono una notevole visibilità che poi si può trasformare in contatti e opportunità.

5. Ognuno è proporzionalmente un influencer a seconda della fiducia

Perché tutti pubblichiamo pezzi delle nostre vite che inevitabilmente, a seconda del ramo di marketing che coinvolge, determinano delle scelte da parte di alcuni brand. E non significa che siamo tutti uguali, c’è chi è più autorevole, ma davvero tutti contribuiscono a un flusso che cambia interi mercati. E chi ha il carisma e la forza di emergere può diventare più autorevole del brand che rappresenta, e allo stesso modo, può creare un vuoto nel momento in cui lascia il suo ruolo.

6. La cessione della Privacy va pianificata nella propria strategia

Non è una provocazione, è realtà. Si parla addirittura di diritto all’oblio, ma chiunque è connesso in rete deve fare i conti con una privacy che viene progressivamente rosicchiata dalla quantità di servizi e applicazioni che richiedono le nostre informazioni. Vale la pena a questo punto decidere preventivamente quale parte della propria vita può essere pubblica e quale si vuole lasciare agli affetti o comunque agli amici scelti.

7. Il Costumer care con i social risulta confuso

Inizialmente con twitter si è fallito miseramente se non per utilizzare un reply per dare l’e-mail o il link al form di supporto. Poi si è passati gradualmente ai social muniti di chat interna, come Facebook o Hangout per poi finire su WeChat o Line. Ma la realtà è che non esiste un concetto di Costumer Care unificato ed efficace. I migliori sono quelli sviluppati su tecnologie di chat proprietarie con storico inviato su e-mail o quelli che arrivano a offrire supporto telefonico, punto.

8. La comunicazione senza il click che fa conversione non serve a nulla

Chiacchiere a parte, se si fa attività di comunicazione e non si vende grazie a questa, si sta perdendo tempo. Purtroppo i social media non permettono una facile misurazione della conversione, e ora tutti parlando di sentiment, che in qualche modo trova il suo spazio, ma non è un dato che fa piacere a chi, giustamente, vuole guadagnare con la sua attività. E non mi dilungherò oltre a parlare di ROI (return on investment), perché inizio quasi a pensare che è inutile ostinarsi a cercare di misurarlo senza strumenti di business intelligence che identificano il valore delle attività svolte.

9. L’interazione tra canali digitali deve rispettare i format di ogni social media

Mentre si credeva che i vari Hootsuite, Buffer e altri avrebbero salvato la vita dei social media manager, è arrivata la terribile stangata di Facebook che vuole contenuti prodotti sulla sua piattaforma, e in più ogni mese cambia il tipo di pubblicazione ideale da produrre sul proprio network. E in più social network come Twitter o Pinterest o Instagram vogliono testi completamente diversi tra loro per funzionare a livello mediatico. Perfino Google+ ha la sua anatomia di post ideale. Insomma, il mio consiglio resta di sforzarsi un po’ in più e creare contenuti per ogni canale utilizzato (anche perché non è detto che bisogna essere presenti su tutti).

10. I Video sono l’elemento di comune successo su ogni social media

I video godono di ottima salute su Facebook, quelli su youtube in particolar modo. Allo stesso modo su Google+, anche per un interesse interno. Anche su twitter un video embeddato offre un ottimo veicolo per il proprio messaggio. Certo se son di qualità e prodotti da un video maker è meglio, ma anche se si tratta di storytelling si può pensare di produrne con poco sforzo e ricevere comunque una buona resa.

E così concludo la mia personale lista di Social Media Trend che quest’anno si sono imposti cambiando un po’ le cose, ma non troppo rispetto al passato o alle previsioni. Semplicemente sono dati evolutivi dei nuovi canali di distribuzione del marketing che tutti utilizziamo quotidianamente.

In verità scrissi questo post a Luglio di quest’anno, ed è sorprendente come io possa ancora quotare tutto il contenuto proponendolo come attualissimo. E non mi resta che leggere al tua opinione.

Ti sentiresti di consigliare altri Trend degni di nota? Descrivimeli nei commenti.

original photo by Guian Bolisay

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